17 NOVEMBRE 2017-CS CASALOCA- Guaranì Kaiowa, il racconto di una resistenza

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17 NOVEMBRE 2017-CS CASALOCA- Guaranì Kaiowa, il racconto di una resistenza

17 NOVEMBRE 2017-CS CASALOCA- Guaranì Kaiowa, il racconto di una resistenza

dalle ore 20.00:

Cena buffet e Roda di capoeira

dalle ore 21.00:

Incontro, dibattito e testimonianza fotografica con Luca Meola e Maria Angela Casalucci

dalle ore 23.00:
Musica dal vivo con ESTRELA DO BOI

Non ci stancheremo di ripetere che le comunità indigene sono la speranza dell'umanità nella salvaguardia della Terra, dalle popolazioni indigene zapatiste del Chiapas,alle comunità mapuche in Cile e Argentina, dal popolo palestinese alle comunità indigene del Brasile; molti continuano a resistere al colonialismo e all'occupazione, con progetti di recupero della propria terra, della cultura, della storia nella costruzione e mantenimento dei propri percorsi di autodeterminazione.

Oggi la questione indigena in Brasile è estremamente complessa. La Costituzione brasiliana del 1988 riconosce il diritto dei popoli indigeni di perseguire il loro modo di vita tradizionale e il possesso permanente ed esclusivo delle loro "terre tradizionali", ma il processo di demarcazione e riconoscimento di queste terre sta avanzando lentamente.

In Brasile del governo Temer in particolare, un terzo dei parlamentari che compongono il parlamento nazionale è direttamente legato al business agroalimentare e continua a smantellare la Costituzione, approvando disegni di legge e progetti di modifiche costituzionali, mettendo a grave rischio i già scarsi diritti riconosciuti dalla Costituzione federale del 1988.
Sin dagli anni '80 c'è stato un boom nello sfruttamento della Foresta Pluviale Amazzonica per l'estrazione di metalli preziosi, industria del legno, allevamento di bestiame, coltivazioni di monocolture OGM con conseguente impoverimento della terra e inquinamento del suolo e delle acque.
Ed è per questo chen alla fine dell’ Aprile 2017 avenne l’Acampamento Terra Livre, il più grande raduno di indigeni brasiliani della storia. Più di 4000 guerriere e guerrieri proventienti da 200 gruppi etnici diversi si sono ritrovati per confrontarsi su varie tematiche con il governo brasiliano. Davanti al Palazzo del Congresso Nazionale, durante la prima grande dimostrazione della settimana, gli indigeni sono stati accolti con gas lacrimogeni e proiettili di gomma a cui hanno risposto con le frecce. I manifestanti sono stati dispersi dalla polizia mentre tentavano di lasciare circa 200 bare nello specchio d'acqua del Congresso che rappresentavano i leader indigeni uccisi nelle controversie sul terreno. 

Oltre che il tema del conflitto è importante affrontare quello dell’identità indigena, a cavallo tra stereotipi e realtà, tra un passato mitico e lontano e la contemporaneità.

L’Aldeia Tekoa Pyau è un villaggio indigeno guaranì all’interno della megalopoli di San Paolo. In questa comunità vivono circa 1000 indigeni e 400 cani randagi. E’ una aldeia ma anche una favela, un luogo di segregazione ,una discarica cittadina dove gli abitanti di San Paolo abbandonano i propri cani. In questa aldeia un gruppo di adolescenti, gli Oz Guaranì, diventano il primo gruppo rap guaranì di San Paolo, giovani guerrieri che hanno trovato nella musica uno strumento di lotta e resistenza. 

Il racconto arriva da Luca Meola, ricercatore sociale in costesti di marginalità e fotografo, attraverso le sue foto e il suo vissuto. 

A seguire un altro racconto molto profondo fatto da Maria Angela Casalucci, che ad agosto di quest'anno è stata osservatore speciale della delegazione europea che si reco in Brasile, nel Mato Grosso do Sul. Nel loro viaggio durato due settimane, da Dorados e fino ai confini con il Paraguay hanno visitato vilaggi, riserve, retomade e accampamenti, testimoni della situazione estremamente grave in cui oggi vivono i Guaranì Kaiowa. Quali le loro priorità, come si stanno organizzando, quale è il nostro ruolo?

Vi aspettiamo tutti in questa serata che inizia alle ore 20.00 con una cena buffet e una roda di capoeira angola in presenza di due importanti ospiti, Mestre Dirceu e Contramestre Lagartixa e si concluderà con il Maracatu del gruppo ESTRELA DO BOI.
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Luca Meola, laureato in Sociologia all’Università di Trento. Dopo aver lavorato come operatore e ricercatore sociale in costesti di marginalità, da circa il 2010 svolgE esclusivamente l’attività di fotografo. Negli anni hA sviluppato progetti di fotografia documentaria personali e commissionati su varie tematiche. 
freelance photographer based in São Paulo and Milano
represented by Luz Photo Agency 

http://www.lucameola.com/
http://luz.it/authors/ luca-meola
http:// www.independentpictures.it/ it/

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ESTRELA DO BOI è un gruppo milanese di percussionisti tutti accomunati dall’interesse per il MARACATU’, ritmo del Carnevale del Nord Est del Brasile, assolutamente differente sia per strumentazione che per repertorio dal tipico e conosciutissimo samba di Rio. 
Le origini del Maracatu si trovano nelle cerimonie di investitura del Re e della Regina del Congo tra gli schiavi del Brasile coloniale, ma dopo l’abolizione della schiavitu’ si è evoluto continuamente, contaminandosi anche con generi musicali moderni come il funky e il reggae.
ESTRELA DO BOI usa i tipici tamburi “alfaia” del maracatu’ tradizionale, ma li integra con altri strumenti a percussione: il suo repertorio comprende sia propri arrangiamenti di brani tradizionali che brani più moderni originali.
ESTRELA DO BOI ha suonato al Busker Festival di Ferrara, al Novara Street Festival, al Festival Internazionale di Maracatù di Nantes, a Parigi, a Colonia, e in numerose occasioni a Milano e hinterland.
 
https://www.youtube.com/ watch?v=vrk5eVp-stg

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